Il web permette soprattutto la diffusione delle idee, di qualunque idea o opinione. Chi sa vedere la novità non ha paura, non lo demonizza ma lo usa per superare la disinformazione di massa dei canali ufficiali. In Italia non esiste una vera informazione attraverso i canali tradizionali: gli organi di stampa "indipendenti" non lo sono veramente, i canali televisivi non danno le notizie (tutte le notizie) senza addomesticarle o presentarle "in un certo modo". Chi lavora nell'informazione difficilmente è libero da condizionamenti dell'editore o del politico e spesso si autocensura per compiacere il potere. Per conoscere ed approfondire bisogna cercare, soprattutto sul web, e siti come quello di Marco Travaglio o del gruppo di noiseFromAmerika sono importanti non perché siano i portatori della verità assoluta, ma perché danno un'altra prospettiva, fanno riflettere sulle omissioni e le falsificazioni dell'informazione ufficiale.
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Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perchè il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto. Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt'al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po' ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano. Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare. [Elsa Morante, "Il Capo del Governo", in "Pagine autobiografiche postume", Paragone Letteratura, n.456 del febbraio 1988.] Questo testo, citato nel blog noisefromamerika.org è talmente attuale da meritare la massima attenzione e considerazione. Nota bene: Elsa Morante sta parlando di Benito Mussolini.
2010-04-24 10:25:58
Il libro "IL CASO GENCHI" a cura di Edoardo Montolli è una rivelazione, va letto e diffuso. Contiene una quantità impressionante di dati derivanti dall'attività di consulente di Genchi in tutti i principali casi giudiziari italiani, a partire dalle stragi di Falcone e Borsellino, fino alle recenti inchieste di De Magistris a Catanzaro. Scoperchia un mondo ignoto al grande pubblico, ignorato dall'informazione che, si sa, in Italia è poco propensa all'inchiesta e molto all'autocensura. Si scopre un sottobosco di intrallazzi, rapporti interpersonali poco chiari, tra figure di magistrati, politici, imprenditori, mafiosi, massoni che sono in grado di condizionare la vita politica ed economica di un intero paese.
2010-02-07 21:06:22
Segnalo, dal sito www.noisefromamerika.org il saggio "Tremonti: istruzioni per il disuso" a cura della redazione (il "collettivo") del sito. Si parla delle "malefatte fattuali, logiche e pratiche di Voltremont". Sulla pagina di presentazione al link librotremonti.noisefromamerika.org, si legge: "Tremonti ha francamente scocciato. Non tanto per quello che fa in qualità di ministro dell'Economia, visto che fa veramente poco, ma soprattutto per quello che dice. Per non lesinare sulla nostra irriverenza, ci immagineremo Tremonti come Voltremont. Chi È Voltremont? Beh, Voltremont è nella nostra immaginazione il cugino politico di Lord Voldemort, il Signore del Male della saga dei libri per ragazzi del maghetto Harry Potter. L'intenzione del libro è banale come le teorie economiche di Voltremont: rendere esplicito che l'Oscuro Signore è intellettualmente in mutande e che le medesime sono anche piene di buchi". Basta questo a solleticare l'interesse alla lettura.
Altro testo da considerare è "Il caso Genchi - storia di un uomo in balia dello stato" a cura di Edoardo Montolli, un tomo di quasi mille pagine che però si legge d'un fiato, come se fosse un giallo. Durante la lettura si tende a cambiare la prospettiva con cui si guarda al potere. Quando si pensa a chi comanda in Italia, vengono in mente i soliti nomi noti, i personaggi in vista, il politico, l'imprenditore. Leggendo i resoconti di inchieste giudiziarie e di intercettazioni, si capisce invece che ci sono altre figure che, dietro le quinte, hanno un enorme potere di condizionamento della vita politica, economica e sociale. E sono sempre le stesse, in Sicilia, Calabria, a Roma o al Nord, e sopravvivono agli scandali, al crollo della prima repubblica e alla scomparsa dei partiti politici tradizionali, consolidando una fitta rete di connivenze attraverso l'occupazione dei posti chiave della pubblica amministrazione, delle forze di sicurezza, della giustizia, delle istituzioni religiose.
2010-01-29 21:27:15
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